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lunedì 29 aprile 2013

Banco Ambrosiano: operazioni in conto deposito (approfondimenti)

Avviso gli interessati alle ricostruzioni tecniche legate alle vicende del Banco Ambrosiano che a giorni saranno pubblicati gli approfondimenti sull'utilizzo dei fondi trasferiti mediante le "operazioni in conto deposito" a favore della società panamense United Trading Company SA (UTC).

In particolare, come si ricorderà, negli articoli "Banco Ambrosiano: le operazioni in conto deposito" e "Banco Ambrosiano: le operazioni in conto deposito (analisi tecnica)" sono state ricostruite le modalità utilizzate dal Gruppo Banco Ambrosiano per trasferire, grazie all'intermediazione dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR), ingenti somme di denaro in capo a UTC per un ammontare stimato in circa 223 milioni di dollari.

A cosa sono servite tali somme? 

La ricostruzione dell"anello" successivo a UTC nella catena degli eventi legati a questo flusso finanziario, ha implicato per Carlo Calvi un notevole lavoro nel reperire la documentazione originale e nel ricostruire gli avvenimenti.

Grazie a queste analisi saremo in grado di fare un altro passo verso la destinazione finale dei fondi, entrando pienamente nel mondo artificiale della finanza offshore in cui ciò che appare o ciò che è evidente dal punto di vista formale non corrisponde quasi mai all'effettiva sostanza dei fatti.

Ancora qualche giorno di pazienza.


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1^ parte - QUI
2^ parte - QUI
3^ parte - QUI



martedì 23 aprile 2013

Il Fraud Manager

Le aziende private italiane sono sottoposte ad ogni forma di vigilanza e controllo.
Di matrice interna (internal audit, servizi ispettorato, funzioni di governance, compliance e antiriciclaggio) ed esterna (revisori dei conti, authority, sindaci). Si tratta di controlli di carattere "ordinario" o "routinario" (perché previsti dall'ordinamento giuridico, dallo statuto societario o dalle procedure aziendali) o "straordinario" (perché originati da fatti particolari). Gli accertamenti sono condotti grazie a strutture organizzate in modo differente e quindi si possono osservare all'opera organismi, collegi, comitati, ispettorati, consigli, dipartimenti e commissioni.
Anche gli ambiti, le competenze e le modalità d'azione seguono protocolli a volte molto differenti tra loro, altre volte coincidenti e sovrapponibili.

Come è evidente la materia è complessa. Persino confusa.

Ma tra tutte queste strutture, chi si occupa realmente di gestire, testare e migliorare i programmi aziendali antifrode?

Iniziamo dall'ABC. Il "programma antifrode" che cos'è?
Semplificando, è l'insieme delle attività mirate a ridurre il rischio di frode. Sia esso connesso alle operazioni svolte dall'alta direzione come a quelle di competenza della restante struttura organizzativa. Di fonte interna (come le management frauds) o esterna (come gli attacchi informatici o le truffe). 

Il gestore di tali programmi è il "fraud manager".
Figura assai rara da incrociare nei corridoi aziendali. Almeno in Italia. Alla quale è indispensabile garantire una piena autonomia ed indipendenza. 
Egli è innanzitutto responsabile della predisposizione di un efficace programma antifrode, visto come sistema integrato e armonizzato con ogni altro elemento del sistema di controllo interno; idoneo a presidiare nel tempo il rischio del verificarsi di un’attività fraudolenta interna o esterna.

Per arrivare a tale obiettivo è necessario condurre un corretto esame dell’ambiente di controllo di alto livello (il “tone at the top”) al fine di valutare il grado qualitativo della cosiddetta “cultura aziendale”, cioè dell’esistenza e della condivisione di quei canoni morali di correttezza, onestà e integrità, utili ad immunizzare il contesto aziendale dalle infiltrazioni fraudolente.

Si esamina dunque il clima aziendale e in particolare l’ambiente di lavoro, il Codice Etico se esistente, la struttura e l’organizzazione della funzione di corporate governance e compliance, ed in generale si valuta la quota di reddito che l’azienda destina alle attività di miglioramento del benessere dei propri dipendenti e allo sviluppo della realtà sociale e ambientale nella quale essa opera. 
Vero anche che il momento di crisi non facilita lo stanziamento di questo tipo di investimenti, troppo spesso considerati come marginali se non addirittura inutili.

Il fraud manager è consapevole che ogni struttura di controllo e vigilanza è aggirabile, soprattutto dagli esponenti di più alto rango aziendale (“management override”). 
Ma come valutare il grado di vulnerabilità dei sistemi antifrode? Tale attività si concretizza grazie allo svolgimento di specifici test mirati a verificare se i processi di rilevazione e di controllo in essere riescano effettivamente a mitigare o vanificare i comportamenti illeciti ipotizzati come possibili (fraud test). 

In altre parole, applicando un determinato schema di frode, i fraud test devono appurare se i sistemi di controllo in essere diano o meno un avviso immediato e sufficientemente chiaro (alert) agli internal fraud auditor, i quali provvederanno ad assumere tutte le iniziative e i provvedimenti del caso.
Se un sistema di fraud risk prevention è adeguatamente implementato sarà in grado di individuare, come minimo, tutti gli schemi di frode realizzati nel passato all'interno dell’azienda.

Ulteriore attenzione si deve prestare ai canali informativi di tipo delatorio, quali ad esempio il whistleblowing (procedura di segnalazione anonima da parte dei dipendenti di fatti potenzialmente illeciti o irregolari), di tipo preventivo (tramite l'utilizzo di sistemi di alert), di tipo investigativo o ispettivo (attività di fraud auditing) o derivanti dal monitoraggio sulla corretta applicazione delle procedure aziendali.

Infine è fondamentale l’attività di costante potenziamento dei programmi antifrode.
Gli schemi e i meccanismi fraudolenti infatti migliorano continuamente per complessità e raffinatezza, pertanto, al fine di contenere il rischio di frode, è indispensabile effettuare un aggiornamento continuo dei protocolli e dei modelli di prevenzione.


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Sistemi antifrode: i pilastri fondamentali (approfondimento).
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lunedì 8 aprile 2013

Financial Shenanigans: how to detect accounting fraud in financial reports

Il blog sta riscuotendo un discreto interesse tra gli studenti universitari di materie giuridiche ed economico-finanziarie, soprattutto da parte di chi vuole coronare il proprio percorso accademico con una tesi sui temi specifici della disciplina "forensic accounting" e "fraud auditing".
L'interesse è confermato dalle continue e gradite richieste di informazioni e suggerimenti, soprattutto inerenti i testi in lingua inglese da utilizzare per la preparazione e l'approfondimento della materia.

E' bene precisare sin da subito che esistono in commercio ottimi manuali provenienti dal mondo anglosassone e che pertanto non è facile dare un consiglio puntuale.

Tuttavia, al fine di fornire un'indicazione generale mi sono rivolto ad un amico, professore associato in un'autorevole università pubblica meridionale, docente in Corporate Governance e Fraud Accounting, il quale nell'ambito del programma di studi dedicato alle frodi contabili e alle manipolazione dei dati di bilancio, consiglia ai suoi studenti per l'anno accademico in corso, tra altri, il seguente volume:

Financial Shenanigans:
How to Detect Accounting 
Gimmicks & Fraud in Financial Reports
di Howard Schilit e Jeremy Perler 
McGraw-Hill
Third Edition, 2010




L'autore, Howard Schilit, ha fama di essere un vero e proprio pioniere nel campo della rilevazione delle truffe contabili che, anche negli Stati Uniti, hanno troppo spesso ingannato folle di ignari investitori.
Sembra che il testo sia molto apprezzato dagli studenti per la chiarezza espositiva, il linguaggio semplice e diretto ed il ricorso a parecchi esempi reali di frode.

L'edizione proposta agli studenti è una rivisitazione di scritti risalenti al 2002, arricchita da schemi di frode più attuali e frequenti, soprattutto legati alla gestione di aziende strutturate, quotate e di dimensione multinazionale.

Il manuale ha l'obiettivo di illustrare ad un potenziale investitore azionario come valutare o individuare passività latenti dovute a frode, fornendogli una panoramica di ogni possibile trucco contabile per manipolare le varie componenti del bilancio aziendale, con particolare enfasi alla manipolazione degli utili d'esercizio, dei flussi di cassa e dei ricavi.

L'autore dà un consiglio generale al piccolo azionista che non ha la possibilità di partecipare alla gestione aziendale.
Si tratta di mantenere un sano ed obiettivo scetticismo rivolto verso tutte le informazioni divulgate al mercato, soprattutto quelle legate alle condizioni economico-finanziarie dell'impresa.

Altro consiglio rivolto all'investitore riguarda la vigilanza, seppur basata su fonti pubbliche, sui settori esteri del gruppo aziendale. In particolare sui rapporti con i Paesi Emergenti meno equipaggiati di apparati istituzionalmente preposti alla vigilanza e al controllo.
Il messaggio che l'investitore deve assimilare è semplice. L'azienda potrebbe nascondere perdite nei Paesi in cui è più difficile effettuare controlli e quindi là dove la tentazione di truccare i conti è più forte.

L'autore però non nasconde un certo pessimismo riguardo al buon esito dell'eterna lotta contro gli illeciti societari, quando cita le parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme:

"Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole
"

E' improbabile che si smetterà di pensare a soluzioni illecite.
E questo nonostante gli investitori siano diventati più esperti nell'esercitare un monitoraggio più consapevole.



venerdì 5 aprile 2013

Derivati finanziari e debito pubblico (Roma, 15 aprile 2013)





Organizzano congiuntamente una
tavola rotonda sul tema


DERIVATI FINANZIARI 
E DEBITO PUBBLICO, 
IL VALORE DELLA 
TRASPARENZA INFORMATIVA


Lunedì 15 Aprile 2013
ore 16,00 - 18,30
c/o 
Fondazione Lelio e Lisli Basso - Issoco
via della Dogana Vecchia 5 
ROMA


Nonostante si siano succedute ben tre indagini parlamentari conoscitive nel 2005, 2007 e 2009, ancora oggi non esiste un dato univoco – e verificabile – sul valore dei contratti derivati finanziari sottoscritti dagli enti territoriali italiani (Comuni, Regioni, Provincie e Stato).

La finanza derivata, con la produzione di derivati finanziari, è da ritenersi un fenomeno di impatto epocale, che occorre contestualizzare nell'attuale crisi mondiale. Una crisi inizialmente di natura finanziaria che in breve tempo si è trasformata nella forma più virulenta di grave crisi dell'economia reale.

Quanti e quali sono i contratti di finanza derivata che sono stati stipulati dagli Enti locali italiani con le controparti bancarie sia italiane che estere?
Quali implicazioni di rischio e di possibili effetti economici e finanziari possono avere questi impegni?

Tali domande rimangono inevase se non si ha la possibilità di una valutazione complessiva del portafoglio globale di tali contratti.
Domande che non possono rimanere senza risposte!

Per tale ragione AssoTAG e Federconsumatori promuovono un progetto a costo zero per la “mappatura e l'analisi dei derivati stipulati tra Enti Locali e controparti finanziarie” (per maggiori informazioni cliccare QUI)


Programma del seminario


Ore 16,00 - Tavola rotonda - modera l'Ing. Alfonso Scarano - Presidente AssoTAG (Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall'Autorità Giudiziaria)

Panel dei relatori e temi trattati

Dott. Michelangelo Nigro – Docente di analisi finanziaria degli enti pubblici, presso Università Cattaneo - Liuc di Castellanza
La trasparenza contabile dei derivati negli enti locali

Dott. Antonino Galloni – Economista
Derivati, titoli tossici e scelte strategiche delle Banche Centrali

Prof.ssa Rita Laura D'Ecclesia – Professore di Metodi Matematici per le Decisioni Economiche e Finanziarie, presso Università di Roma "La Sapienza" e Birkbeck College, University of London.
Misurare il rischio dei portafogli di derivati finanziari

Dott. Francesco Avallone – Vice Presidente Federconsumatori

Dott. Nicola Benini – Consulente Finanziario Indipendente
Gli esiti delle indagini conoscitive in tema di strumenti derivati: numeri a confronto 

Avv. Massimo Cerniglia – Consulta nazionale legale di Federconsumatori

Dott. Matteo Carradori – Consulente Finanziario Indipendente
Il progetto trasparenza sui Derivati finanziari sottoscritti dagli Enti Territoriali 

Ore 18,00 - Domande dal pubblico
Ore 18,30 - Chiusura dei lavori


La partecipazione è gratuita.
Per iscriversi all'evento cliccare QUI.



venerdì 29 marzo 2013

Derivati: si replica a Roma con AssoTAG e Federconsumatori

Visto l'ampio interesse riscosso dal seminario orientativo "Difendere la legalità nel sistema finanziario" tenutosi a Milano lo scorso 25 marzo, in questi giorni AssoTAG e Federconsumatori si stanno coordinando per organizzare un nuovo evento da tenersi a Roma.

Salvo variazioni, l'incontro avrà la forma della "tavola rotonda" e si terrà presso la sede della Fondazione Lelio e Lisli Basso (in via della Dogana Vecchia 5) il prossimo lunedì 15 Aprile dalle ore 16.00 alle ore 18.30.

L'obiettivo degli organizzatori è duplice: da un lato presentare le risultanze del convegno tenutosi a Milano e dall'altro, visto il palcoscenico capitolino, incentrare la discussione sul tema del debito pubblico nazionale.

Come è stato per l'appuntamento milanese, il panel dei relatori sarà costituito da autorevoli esponenti del mondo professionale e accademico.
Ulteriori informazioni saranno pubblicate sul blog non appena avremo definito tutti gli aspetti organizzativi e logistici dell'evento.

lunedì 25 marzo 2013

Difendere la legalità nel sistema finanziario (resoconto)

Oggi si è tenuto presso la Sala del Giudice di Pace di Milano, il seminario orientativo sul tema "Difendere la legalità nel sistema finanziario".
E' stato il primo evento pubblico organizzato da AssoTAG (l'Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall'Autorità Giudiziaria) in collaborazione con l'Associazione per gli avvocati "IUS et VIS".

A nome del Direttivo di AssoTAG ringrazio tutti i lettori del blog che oggi sono intervenuti, dimostrando una partecipazione appassionata e attiva.
Il bilancio della giornata chiude indubbiamente in modo positivo; ci ha sorpreso infatti l'elevato numero dei presenti (superiore della capienza della sala) ma anche la notevole qualità degli argomenti proposti dai relatori nonché l'interesse riscosso per le materie trattate dimostrato dalla lunga serie di domande poste nell'ultima parte dell'incontro.

In definitiva un'esperienza da ripetere, magari su altri temi riguardanti le frodi aziendali o gli illeciti societari analizzati dal punto di vista degli strumenti tecnici utilizzati per portare a termine le operazioni fraudolente.

Ma ora passiamo ad una breve esposizione dei principali temi trattati.

Il fil rouge che ha legato i vari argomenti si può identificare nell'esigenza di rendere il mercato finanziario più trasparente.
Il concetto di "trasparenza" è stato trattato nei sui vari aspetti. 
In particolare, con riferimento ai costi impliciti delle transazioni in prodotti derivati o in relazione all'informativa rivolta alle parti contraenti.
Ma anche con riferimento agli esiti delle attività di vigilanza e controllo condotte dagli organismi istituzionali o ancora sulle politiche di "gestione della finanza" attuate dagli istituti di credito.

Argomenti molto complessi, che gli illustri relatori hanno saputo rendere di facile comprensione anche a chi non ha una preparazione specifica sulla finanza cosiddetta "derivata".

E' questo il punto. La complessità. Proprio per le sue caratteristiche di strumento che riunisce in sé sia l'aspetto legale/contrattuale sia la componente finanziaria legata a scenari aleatori, il derivato rappresenta un prodotto complesso e rischioso.

Ciò dovrebbe implicare che le parti che lo sottoscrivono devono essere assolutamente consapevoli di tutti quegli elementi che ne determinano i flussi finanziari (profitti e perdite) lungo l'intera durata del contratto, a seconda del verificarsi, o meno, di certi eventi. 
La  decisione di contrarre un derivato deve basarsi pertanto su solide competenze tecniche necessarie a valutarne ogni aspetto di rischio.
In questa ottica, il prodotto derivato non è "buono" (perché serve a proteggere dai rischi finanziari) o "cattivo" (perché serve come mero strumento speculativo) ma è solo un'opportunità, cioè uno strumento che un operatore ha a disposizione per raggiungere un dato obiettivo di copertura o di investimento.

In questa ottica i sottoscrittori non solo accettano il rischio intrinseco del prodotto derivato in modo consapevole ma addirittura chiedono di assumere tale rischio.

La realtà ha dimostrato, tuttavia, che la complessità strutturale di questi prodotti unita agli ampi difetti di comprensione dei loro meccanismi di funzionamento dimostrata da alcuni contraenti pubblici, ha reso problematica la loro valutazione in termini di “valore equo".
E ciò ha portato, piuttosto frequentemente, all'utilizzo di questi strumenti per finalità fraudolente a danno della collettività.

L'illecito legato ai derivati generalmente si concretizza nel celare costi impliciti o flussi di pagamenti occulti, favoriti da informative non sempre disinteressate, che di fatto, come già detto, impediscono la definizione corretta del "valore equo" del contratto con la conseguenza di incentivare l’assunzione inconsapevole di rischi eccessivi.

Pertanto l'arma di difesa che si ritiene più efficace contro gli illeciti determinati dalla finanza derivata deve ricercarsi nel concetto di "trasparenza informativa", che si realizza anche mediante l’utilizzo di metodologie di analisi probabilistica dei rischi e dei costi impliciti, chiare e condivise tra le parti.

In sostanza se le stesse informazioni che sono utilizzate per strutturare il prodotto derivato fossero conosciute in modo completo ed esaustivo anche dagli azionisti e dagli investitori esterni, le opportunità di utilizzo criminale dei contratti derivati sarebbero automaticamente “sterilizzate” in via preventiva.

Nel corso del seminario, infine, è stato presentato il protocollo d'intesa siglato tra Federconsumatori e AssoTAG finalizzato a fornire ai cittadini informazioni utili a prendere coscienza della reale esposizione finanziaria in prodotti derivati degli enti territoriali (comuni, province, regioni e Stato). Per maggiori informazioni si rimanda al seguente post (cliccare qui).


lunedì 18 marzo 2013

Frodi immobiliari: la sopravvalutazione dell'immobile

di Lorenzo Peluso


Ciò che in apparenza sembra un cattivo affare, può mascherare un atto illecito: fin qui ci siamo.
Proseguiamo oltre: anche la vendita di un immobile, effettuata ad un prezzo superiore del reale valore di mercato, può apportare illeciti vantaggi.
Magia? No, frode.

È semplicissimo gonfiare una compravendita, soprattutto grazie a società compiacenti (solitamente addirittura facenti capo allo stesso soggetto, direttamente o indirettamente) e a perizie rilasciate da tecnici senzienti, che adeguano i valori degli immobili al volere del fraudolento manovratore.

Descriviamone ora lo schema classico.

L’immobile con valore di mercato pari a 100 in possesso dalla Società A, avente risultato d’esercizio in perdita, viene venduto per il valore di 130 alla Società B, facente parte sempre dello stesso Gruppo.

La Società B, a sua volta, rivende l’immobile appena acquistato alla Società C per un valore di 150, e così via.
Il valore, come già anticipato, è supportato da una perizia di favore.




Non è detto che la differenza tra il valore reale dell'immobile e il valore di vendita sia sempre scandaloso, anzi, in alcuni casi può addirittura rientrare nella sfera dell'opinabile.
Ma cosa generano queste cessioni?

Negli schemi più utilizzati nell'ultimo decennio, soggetti come Danilo Coppola e Stefano Ricucci hanno utilizzato questi vorticosi e ipervalutati giri immobiliari soprattutto per ottenere una liquidità molto consistente dai diversi istituti di credito, attraverso l’accensione di semplici mutui fondiari.

Ottenute tali risorse, queste venivano trasferite a un soggetto successivamente deprivato o addirittura fatto fallire.

Ai lettori più attenti dovrebbero tornare alla mente le già note “frodi carosello”.
Se una società vende un immobile e si mette in liquidazione spogliandosi di tutti i suoi beni, non versa l’IVA.
L’acquirente, collegato al venditore, acquista l’immobile e chiede l’IVA a rimborso.
E le casse dello Stato sono doppiamente depredate!

Non è finita qui: il movimento non genera tassazione, perché la plusvalenza serve a coprire le perdite. Questo giro immobiliare riesce addirittura a far lievitare il valore fiscale dell'immobile, evita il versamento dell’onere tributario e permette un risparmio d'imposta che si realizza alla successiva vendita, ovvero quando la svalutazione consente di coprire il divario derivante dalla valutazione deliberatamente attribuita all'immobile.

Una Società quindi acquista, sopravvaluta e rivende, senza pagare tasse, ad un’altra Società del Gruppo.
La seconda Società, per poter acquistare l’immobile a valori “gonfi”, accende un mutuo, compera e porta a credito le imposte.

I proventi di tale meccanismo restano comunque a disposizione del titolare di tutte le Società aderenti al meccanismo descritto e sono successivamente reinvestiti in canali “ufficiali” (ad esempio in titoli azionari), o spariscono attraverso canali “occulti”, o servono per l’acquisto di un altro immobile, ovviamente sopravvalutato. Il cerchio si chiude e ricomincia il giro.

Grazie a questi raggiri immobiliari, inoltre, si riesce a gonfiare il valore del proprio attivo senza avere nessun esborso effettivo.
Una tecnica molto nota a società finanziarie, immobiliari e assicurative che, negli ultimi anni, hanno creato enormi buchi alle spalle di migliaia di risparmiatori.

Lorenzo Peluso
Senior Manager
(Fraud Investigation & Dispute Services Department - Ernst & Young)


martedì 12 marzo 2013

AssoTAG: siglato protocollo d'intesa con Federconsumatori

In data 7 marzo 2013 AssoTAG (l'Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall'Autorità Giudiziaria) e Federconsumatori hanno siglato un protocollo d'intesa finalizzato a disciplinare un progetto denominato:


TRASPARENZA 
SUI DERIVATI FINANZIARI 
SOTTOSCRITTI DAGLI ENTI TERRITORIALI


II progetto prevede che AssoTAG fornisca le competenze tecnico-professionali e gli strumenti informatici necessari ad elaborare il fair value del contratto derivato sottoscritto dagli Enti Territoriali (Comuni, Province, Regioni e Stato) e la relativa analisi probabilistica del rischio connesso.

Grazie invece alla propria organizzazione capillare sul territorio italiano, Federconsumatori si impegnerà ad ottenere le copie conformi dei contratti finanziari derivati stipulati dagli Enti, adottando una sperimentata procedura di acquisizione che prevede, in caso di rifiuto alla consegna, anche l'avvio di azioni legali in sede giudiziaria.

L'iniziativa, senza alcun fine di lucro, ha l'obiettivo di fornire ai cittadini ogni informazione utile a prendere coscienza sulla reale esposizione finanziaria dell'Ente Territoriale.
I dati saranno diffusi attraverso l'accesso gratuito ad un sito web dedicato.

Iniziativa certamente ambiziosa ma necessaria in uno scenario nel quale è ormai imprescindibile che le risorse pubbliche siano gestite in modo sano, trasparente e favorevole ai soli fini sociali e collettivi.

Per ulteriori informazioni sul "Progetto trasparenza" si veda anche il seguente link.

Si invitano i professionisti e gli esperti interessati a partecipare al progetto a contattate il seguente indirizzo e-mail: info@assotag.org oppure a compilare il form cliccando QUI.

lunedì 4 marzo 2013

Banco Ambrosiano: operazioni in conto deposito (analisi tecnica)

Ho sentito parlare per la prima volta di “operazioni in conto deposito” nel corso dell’estate 1996, in occasione della preparazione della tesi di laurea.
In quel torrido mese di agosto infatti mi ritrovai a leggere quanto descritto nella VI^ Relazione dei Commissari Liquidatori del Banco Ambrosiano S.p.A. intitolata “La raccolta del gruppo Banco Ambrosiano nella dinamica del dissesto”, redatta esattamente dieci anni prima dal dott. Lanfranco Gerini, dal prof. Felice Martinelli e dall’avv. Franco Spreafico.

Un rapporto molto accurato, nel quale furono gli stessi Commissari Liquidatori a ricostruire come vennero a conoscenza di tali operazioni onamale.

Ad insospettire i tre professionisti fu una missiva inviata nel novembre del 1976 dal Banco Ambrosiano Overseas Limited di Nassau, Bahamas (o BAOL), sino al 1° luglio 1980 denominato Cisalpine Overseas Bank Limited (o CISO), all'attenzione dell’Istituto per le Opere di Religione (o IOR), dal seguente tenore:

“ [...] 
Questa banca [BAOL/CISO] conferma a codesto Istituto [IOR] le istruzioni di voler eseguire in relazione a ciascun importo pervenuto in “conto deposito” un bonifico bancario di rispettivo pari importo e valuta a favore di UNITED TRADING CORPORATION S.A., Panama, presso la Banca del Gottardo, Lugano. 
Approva quanto fino ad oggi eseguito al riguardo. 
[...]”.
 

Si noti come il contenuto della lettera sia sostanzialmente analogo a quello della missiva datata 24 ottobre 1978 citata da Carlo Calvi nell'articolo pubblicato lo scorso 11 febbraio (Doc. 3).

Dal punto di vista concettuale l’operazione è piuttosto semplice da illustrare.

In relazione a ciascun bonifico “in conto deposito” disposto da BAOL/CISO (che scrive in nome e per conto dell’Ambrosiano Group Banco Commercial di Managua, o AGBC) sul suo c/c presso IOR, quest’ultimo avrebbe dovuto trasferire lo stesso importo, con medesima valuta, a favore di un c/c acceso presso la Banca del Gottardo (Gruppo Banco Ambrosiano) intestato alla società panamense United Trading Corporation S.A. (o UTC).

Lo schema seguente (schema 1) riepiloga il flusso finanziario.


(click per ingrandire)

Tuttavia i Commissari Liquidatori scoprirono che questa rappresentava solo la parte terminale di un'operazione più complessa.

Indagini successive infatti chiarirono la reale configurazione del circuito finanziario, la cui sezione iniziale era costituita da trasferimenti disposti dalla Banca del Gottardo, transitanti su conti correnti accesi presso IOR e aventi come destinazione BAOL/CISO, come descritto nel grafico (schema 2) seguente:


(click per ingrandire)

Diviene così evidente il circuito finanziario visto nel suo insieme:
BdG -> IOR -> BAOL/CISO
BAOL/CISO -> IOR Þ UTC

Con assoluta semplificazione, per la nota proprietà transitiva: BdG -> UTC e quindi:

Banco Ambrosiano -> UTC. 

Data la struttura complessiva dell’operazione, IOR e BAOL/CISO rivestirono il ruolo di meri intermediari più utili a porre barriere informative piuttosto che con reali funzioni operative.
La remunerazione spettante a IOR per il ruolo assunto fu rappresentata dal margine d’interesse dato dalla differenza tra interessi passivi corrisposti alla Banca del Gottardo e interessi attivi riconosciuti da UTC.

IOR percepì altresì un margine d’interesse positivo prodotto dai flussi finanziari disposti da e verso BAOL/CISO, il quale fu allo stesso tempo creditore e debitore di IOR, come rappresentato nel seguente grafico (schema 3).


(click per ingrandire)

Come si osserva dallo schema 3, si tratta di un classico flusso finanziario di tipo circolare.
Lo schema era finalizzato a trasferire progressive somme di denaro mediante accrediti e contestuali addebiti di c/c, la cui titolarità era riconducibile ad entità solo apparentemente estranee tra loro.
Osservo peraltro che UTC era ancora un anello intermedio, oltre il quale il flusso finanziario transitava attraverso ulteriori strutture societarie off-shore per poi confluire verso le vere destinazioni finali. Destinazioni che non potevano certo essere ignote agli organizzatori delle operazioni in oggetto (su questo punto tornerò con un post specifico).

Ogni passaggio dell'operazione fu formalizzato da istruzioni o accordi fiduciari non sempre aventi piena validità giuridica verso i terzi. L'analisi dell'insieme di questi accordi permise ai Commissari Liquidatori di ricostruire flussi finanziari formalmente indipendenti ma sostanzialmente correlati in un unica struttura operativa.
Posso solo immaginare quali difficoltà incontrarono i Commissari trovandosi di fronte a pezzi di un grande puzzle sparsi in modo apparentemente casuale in uno scenario transnazionale e notevolmente influenzato (e compromesso) dall'epilogo drammatico della vicenda.

Nel caso delle operazioni in conto deposito la provvista si "mosse" solo contabilmente, da un punto iniziale (la BdG) ad un punto finale (UTC, su di un c/c acceso presso la medesima BdG).
In questo modo i fondi dall’Ambrosiano furono trasferiti verso entità sempre più periferiche, seppur correlate. In quella zona della galassia estera dell'Ambrosiano nella quale i legami tra i soggetti coinvolti nelle operazioni assumeva contorni incerti e ipotetici, almeno agli occhi delle autorità di controllo dell'epoca.

A tal proposito risulta interessante osservare come grazie alle indagini è stato possibile definire i legami tra le società e le persone fisiche intervenute nelle operazioni in conto deposito (grafico 4).


(click per ingrandire)

In base alle ricostruzioni effettuate dai Commissari Liquidatori, gli impieghi (espressi nello stato patrimoniale) di BAOL/CISO verso IOR/UTC assunsero, negli esercizi dal 1978 al 1982, le dimensioni riportate nella seguente tabella (comprensiva dell’esposizione espressa in franchi svizzeri).

Anno
1978
1979
1980
1981
1982*
IOR/UTC
227,8
228,8
94,3
91,6
88,3
* 17/6/1982

Se si vuole determinare l’esposizione consolidata del Gruppo Banco Ambrosiano in relazione ai flussi in conto deposito, è necessario considerare anche gli impieghi erogati dal Banco Ambrosiano Andino (o BAA), con la seguente evoluzione (anche in questo caso comprensiva dell’esposizione espressa in franchi svizzeri).

Anno
1979
1980
1981
1982*
IOR/UTC
128,9
135,9
133,0
124,7
* 17/6/1982

Ma è l’enorme esposizione raggiunta dalla bahamense BAOL/CISO verso IOR che spinse i revisori di Cooper & Lybrand a scrivere, in data 6 dicembre 1978, una preoccupata missiva all'attenzione del Presidente Pierre Siegenthaler.

In particolare i revisori avrebbero voluto fornire a partire dall'esercizio 1978, una nota informativa più significativa sulla natura dei rapporti in essere tra BAOL/CISO e IOR.
In base al contenuto del documento riportato nel seguito tuttavia, i revisori furono informati che gli amministratori di BAOL/CISO non espressero parere favorevole a fornire i chiarimenti richiesti.
Da notare che la maggiore preoccupazione dei revisori riguardava la recuperabilità del credito vantato verso IOR, argomento oggetto dell'incontro con Mons. Paul Casimir Marcinkus che si tenne a Roma nei giorni successivi la data della missiva.

 
(click per ingrandire)

Non è escluso che proprio grazie alle pressanti richieste di chiarimento inoltrate dai revisori di Cooper & Lybrand, il canale di trasmissione dei fondi:

BAOL/CISO (Bahamas) -> IOR -> UTC

fu di molto ridimensionato a partire dal 1980, a vantaggio del canale:

BAA (Perù) -> IOR -> UTC.

Per gli approfondimenti di veda il post "Banco Ambrosiano: le operazioni in conto deposito" curato da Carlo Calvi.


mercoledì 27 febbraio 2013

Difendere la legalità nel sistema finanziario (Milano - 25 marzo 13)



AssoTAG    e    IUS et VIS

organizzano un seminario orientativo sul tema

DIFENDERE LA LEGALITA’
NEL SISTEMA FINANZIARIO

Lunedì 25 Marzo 2013
14,00 - 18,00
Sala del Giudice di Pace
Via Francesco Sforza, 23 
Milano


L’opacità informativa è sempre stata alla base di ogni intenzione criminale connessa ai reati finanziari. In altri termini, il reato tende ad essere perpetrato quando c’è una cortina sufficiente a nascondere l’intento criminoso alle Autorità preposte al controllo ed alla repressione. 
Studiando il reato finanziario da una prospettiva storica, è possibile notare come nel secolo scorso si tendeva a produrre opacità attraverso le c.d. “scatole cinesi”, ovvero l’istituzione di numerosi layers societari, preferibilmente offshore e localizzati in nazioni accomodanti dal punto di vista della trasparenza informativa e della vigilanza.

Nell'ultimo ventennio sono emerse nuove modalità di creazione di opacità informativa, utili soprattutto a distorcere le informazioni riportate nei bilanci societari e nei prospetti informativi, con il fine esplicito di ingannare e danneggiare azionisti e investitori esterni; queste modalità fanno ampio uso di strumenti finanziari derivati. 
Infatti lo strumento derivato, per la sua estrema flessibilità e duttilità, può essere ingegnerizzato in maniera molto complessa con il fine non dichiarato di rendere poco percepibili i flussi finanziari presenti e futuri fra le parti stipulanti.

Dietro la complessità strutturale, che oltre a rendere poco chiari i meccanismi di funzionamento del contratto ne rende problematica anche la sua valutazione in termini di “valore equo”, possono facilmente insinuarsi intenzioni fraudolente; queste possono essere tese a nascondere flussi di pagamenti illegali, a fornire informazioni false in relazione al valore equo del contratto da rappresentare in bilancio, a falsificare le informazioni sui costi e sui rischi connessi con la sottoscrizione dell’investimento con la conseguenza di incentivare l’assunzione inconsapevole di rischi eccessivi.

Il ripristino di un contesto di trasparenza informativa, che renda difficoltoso il perpetrarsi di reati finanziari attraverso i prodotti derivati, passa necessariamente attraverso l’utilizzo delle corrette metodologie di analisi probabilistica dei rischi e dei costi del contratto derivato.
Si tratta delle stesse tecniche utilizzate dalle banche e dagli intermediari finanziari per la progettazione dei derivati e per la loro corretta valorizzazione in bilancio.

In sostanza se le stesse informazioni che sono utilizzate per “innescare” il prodotto derivato fossero condivise con gli azionisti e gli investitori esterni, le opportunità di utilizzo criminale dei contratti derivati sarebbero automaticamente “sterilizzate” in via preventiva.


BREVE RESOCONTO DEL CONVEGNO (QUI)



Programma del seminario

Ore 14,00 - Registrazione partecipanti

Ore 14,15 - Saluto introduttivo - Avv. Marco Massironi - Presidente IUS et VIS

Ore 14,30 - Tavola rotonda - modera l'Ing. Alfonso Scarano - Presidente AssoTAG (Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall'Autorità Giudiziaria)

Panel dei relatori

Avv. Emilio Girino - docente del Centro Universitario di Organizzazione Aziendale di Altavilla Vicentina.
Contratti OTC di derivati finanziari e derivati creditizi

Prof. Francesco Corielli - docente associato Dipartimento Finanza, Università Bocconi
I costi impliciti nei contratti derivati finanziari

Avv. Massimo Cerniglia - Vicepresidente Federconsumatori
Nullità e/o annullamento dei contratti sottoscritti dagli amministratori infedeli

Prof. Michelangelo Nigro - docente Università Carlo Cattaneo-Liuc
Un caso di dissesto di ente territoriale italiano

Avv. Mauro Anetrini - avvocato penalista
Antiriciclaggio - effetti della penetrazione di denaro illecito nel sistema finanziario

Avv. Antonio Tanza - Vicepresidente Nazionale ADUSBEF Onlus
Contratti finanziari e indice euribor

Avv. Prof. Marilisa D'Amico - Ordinario di Diritto Costituzionale Università degli Studi di Milano
Profili costituzionali nella difesa del risparmio


Ore 17,30 - Domande dal pubblico

Ore 18,00 - Chiusura dei lavori

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La partecipazione è gratuita. 
Le iscrizioni devono pervenire entro il 20 marzo 2013 utilizzando le istruzioni indicate nel sito dell’Associazione IUS et VIS (www.iusetvis.it)

Per gli Avvocati:
Il seminario è accreditato presso il Consiglio dell'Ordine Avvocati di Milano per il riconoscimento di tre crediti per la formazione continua degli Avvocati in materia civile.
I crediti verranno riconosciuti solo a coloro che seguiranno il seminario, registrando la propria partecipazione sia all'inizio sia al termine dell'incontro. 
E' ammessa una tolleranza di 15 minuti complessivamente.

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Breve CV dei relatori

Avv. Emilio Girino
Avvocato in Milano, Managing Partner dello Studio Ghidini, Girino & Associati, la sua attività professionale è principalmente orientata nei settori del diritto finanziario e bancario, delle operazioni societarie e della contrattualistica di impresa. Autore di numerosissimi articoli su riviste di settore, di un Dizionario di Finanza e di due monografie in materia di derivati, è docente di finanza del CUOA, editorialista di Milano Finanza e opinionista di Class Tv Cnbc. È stato co-redattore del Nuovo Codice Assoreti di Comportamento delle reti ed ha ricoperto, nel triennio 2003-2006 ha ricoperto la carica di Consigliere di Amministrazione di IW Bank S.p.A.. Siede nel Collegio Nord e nel Collegio Nazionale di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Prof. Francesco Corielli
Docente associato Dipartimento Finanze dell'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, docente associato di statistica presso il dipartimento di finanza, visiting presso la London Business School e Imperial College of Arts and Science di Londra. La sua attività scientifica di ricerca segue quattro filoni: analisi empiriche di problemi di corporate finance, studio delle qualità statistiche per misurare le performance nel campo della gestione finanziaria, applicazione nel campo del risk management, studio della robustezza dei modelli per la valutazione di derivati.

Avv. Massimo Cerniglia
Vicepresidente Federconsumatori, ha aderito alla Lega per i Diritti dei Cittadini e ha coordinato il servizio di Orientamento Legale agli Immigrati istituito con il sostegno della Provincia di Roma e della Filef. Nel 1987 è stato co-fondatore dell'Associazione di Consumatori Adusbef, di cui è Vice Presidente e coordinatore del Servizio Legale Nazionale. Professore a contratto della Terza Università di Roma, alla Cattedra di Diritto Commerciale.

Dott. Michelangelo Nigro
Docente della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, giornalista pubblicista, delegato Uncem sui temi della finanza pubblica locale, socio aggregato ASFIM - Associazione Specialisti di Finanza d'Impresa e Controllo di Gestione Amministratore di Alternativa s.r.l., autore di numerose pubblicazioni in materia di finanza. Collaboratore del Sole 24 ore.

Avv. Mauro Anetrini
Avvocato penalista, membro della Commissione Scientifica del Consiglio dell'Ordine di Torino, esperto senior per il Ministero degli Affari Esteri in Agfhanistan nell'ambito della cooperazione alla ricostruzione del sistema giudiziario nazionale nel 2010. Ha esperienze professionali molto significative nel caso "Enimont", casi di bancarotta fraudolenta, frode in danno dello Stato e di Enti Pubblici, truffa in danno di istituti bancari, previdenziali e assicurativi, casi di operazioni di borsa illecite.

Avv. Antonio Tanza
Avvocato del Foro di Lecce, riveste la carica di Vicepresidente dell’ADUSBEF al 1999, Consigliere del CRCU Puglia (Consiglio Regionale dei Consumatori ed Utenti) dal 2007 e del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori ed Utenti c/o il Ministero delle Attività Produttive) dal 2011. Ha difeso i consumatori in diverse centinaia di cause in tema di contratti bancari, apercredito e mutui, usura e frodi finaziarie (Cirio, Parmalat, prodotti My Way e For You, Tango Bond, Lehman Brothers, Agenzie di Rating, Carte revolving, Euribor). E’ stato autore di una decina di libri di diritto bancario, finanziario e diritto dei consumatori, nonché di una cinquantina di pubblicazioni scientifiche. Collabora con diverse università, è docente in vari Master e nei corsi Altalex di diritto bancario.

Avv. Prof. Marilisa D'Amico
Attualmente tiene, presso il Dipartimento di Diritto Pubblico, Processuale Civile, Internazionale ed Europeo della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, il corso di Diritto costituzionale, Diritto costituzionale progredito e Giustizia costituzionale. E’ direttore della sezione di Diritto costituzionale. È coordinatrice scientifica del Corso di perfezionamento in Pari Opportunità e discriminazioni di genere. È delegata del Rettore dell’Università degli Studi di Milano per la disabilità e l’handicap. È componente del Comitato pari opportunità istituito presso l’Ordine degli Avvocati di Milano. E’ attualmente membro del Consiglio comunale del Comune di Milano e Presidente della  Commissione Affari Istituzionali istituita presso il Consiglio comunale del Comune di Milano. È responsabile scientifica, insieme alla Prof.ssa Luisa Leonini, del corso “Donne, politica ed istituzioni. Percorsi formativi per la diffusione della cultura di genere e delle pari opportunità”, che si svolge presso l’Università degli Studi di Milano. Esercita la professione di Avvocato.